Droni della Polizia Locale: limiti normativi e obblighi privacy

Stop ai droni della Polizia Locale? Normativa, privacy e DPIA per i Comuni

 

Il dibattito sul presunto “stop” ai droni della Polizia Locale riporta al centro il tema delle competenze, del GDPR e della DPIA nei Comuni

Negli ultimi giorni il tema dell’uso dei droni da parte della Polizia Locale nei Comuni è tornato al centro del dibattito dopo la diffusione della notizia di una circolare della Prefettura di Lecce che richiamerebbe i limiti di competenza delle Polizie Locali nelle attività di controllo del territorio. La vicenda ha riaperto il confronto su normativa, competenze istituzionali e protezione dei dati personali nell’impiego dei droni da parte delle amministrazioni comunali.

Al di là delle semplificazioni giornalistiche, il dibattito mette in evidenza un punto reale: l’utilizzo dei droni da parte dei Comuni e delle Polizie Locali si muove all’interno di un quadro normativo articolato, che coinvolge competenze istituzionali, disciplina aeronautica e normativa sulla protezione dei dati personali.

Quando un drone è dotato di telecamere o di altri sensori capaci di acquisire immagini o informazioni riconducibili alle persone, l’attività di volo può configurare un vero e proprio trattamento di dati personali, soggetto alle regole del GDPR.

Il drone, quindi, non è soltanto uno strumento tecnico di supporto operativo, ma un sistema mobile di osservazione che può realizzare monitoraggi di aree pubbliche. In questo scenario diventano centrali alcuni elementi: definizione delle finalità, basi giuridiche adeguate, valutazione preventiva dei rischi e configurazione del trattamento secondo i principi di minimizzazione e proporzionalità.

Per chi vuole approfondire il quadro normativo e operativo, al link Droni_PL_v15_PUBBLICA_final_corrected – EC – 20260310 è scaricabile un’ampia ricerca giuridica dal titolo “Uso dei Droni (UAS/APR) da parte delle Polizie Locali – Profili di legittimità, limiti, finalità, procedure operative e utilizzabilità probatoria”, che analizza in modo sistematico la normativa applicabile, gli orientamenti interpretativi e le principali criticità operative per i Comuni.

Lo studio ricostruisce in modo organico la normativa sui droni della Polizia Locale e offre un quadro operativo utile per valutare correttamente l’uso dei droni nei Comuni alla luce delle competenze istituzionali e delle regole sulla protezione dei dati.

Droni e competenze della Polizia Locale. Il nodo della sicurezza pubblica

Uno dei profili più delicati riguarda le finalità per cui la Polizia Locale può utilizzare i droni.

Secondo l’orientamento richiamato anche dal Garante per la protezione dei dati personali, la normativa di settore non consente in via generale alle Polizie Locali di utilizzare droni dotati di dispositivi video per finalità direttamente riconducibili alla sicurezza pubblica o all’ordine pubblico, salvo specifiche forme di collaborazione o delega con le Forze di polizia statali.

Questo principio è stato richiamato anche nel provvedimento del Garante del 4 luglio 2024 relativo al Comune di Treviso, nel quale l’Autorità ha evidenziato come l’utilizzo dei droni per finalità di sicurezza pubblica rientri nelle competenze delle Forze di polizia statali.

Per i Comuni, quindi, l’uso dei droni trova una base più solida quando è collegato a funzioni amministrative o tecniche, come:

– rilievi di incidenti stradali;
– sopralluoghi edilizi e controlli urbanistici;
– monitoraggio ambientale;
– supporto organizzativo durante eventi pubblici o emergenze.

Droni e privacy. Quando il volo diventa trattamento di dati

Quando un drone acquisisce immagini o informazioni riconducibili alle persone, il trattamento rientra nel perimetro applicativo del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Anche tecnologie apparentemente meno invasive, come telecamere termiche o sensori avanzati, possono determinare un trattamento di dati personali a seconda del contesto operativo e della possibilità di rendere identificabili gli interessati.

Per questo motivo l’uso dei droni da parte della Polizia Locale deve essere progettato secondo i principi di privacy by design e privacy by default, definendo in modo chiaro:

– finalità del trattamento;
– modalità di acquisizione delle immagini;
– tempi di conservazione dei dati;
– regole di accesso e utilizzo delle registrazioni.

DPIA per i droni. Una valutazione preventiva quasi sempre necessaria

Uno degli adempimenti più rilevanti riguarda la Valutazione di Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA).

Quando il drone è utilizzato per il monitoraggio sistematico di aree accessibili al pubblico o per attività che possono comportare l’osservazione continuativa delle persone, la DPIA è normalmente richiesta dall’articolo 35 del GDPR.

La delibera del Garante n. 467 del 2018 include tra i trattamenti soggetti a DPIA quelli che prevedono il monitoraggio sistematico di aree pubbliche o l’uso di tecnologie innovative per l’osservazione degli interessati.

Per questo motivo, nella pratica operativa dei Comuni, l’utilizzo ricorrente dei droni rientra quasi sempre tra i trattamenti che richiedono una valutazione preventiva dei rischi.

Limiti operativi. Attenzione alla tutela della vita privata

Un ulteriore profilo riguarda la tutela della vita privata dei cittadini.

Le operazioni con drone non devono essere progettate per acquisire stabilmente immagini di abitazioni, balconi o spazi privati. In caso contrario può configurarsi il reato di interferenze illecite nella vita privata previsto dall’articolo 615-bis del codice penale.

Questo implica la necessità di definire nei protocolli operativi limiti chiari sulle aree sorvolabili, sull’orientamento delle telecamere e sulle modalità di acquisizione delle immagini.

Cosa dice la circolare della Prefettura di Lecce

La notizia che ha riaperto il dibattito nasce da una circolare della Prefettura di Lecce che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, avrebbe richiamato il fatto che le attività di controllo del territorio con droni per finalità di sicurezza pubblica rientrano nelle competenze delle Forze di polizia statali.

Questo orientamento non introduce un divieto generale di utilizzo dei droni da parte dei Comuni, ma richiama un principio già presente nel quadro normativo: la Polizia Locale non può utilizzare autonomamente strumenti di sorveglianza per finalità di ordine pubblico o sicurezza pubblica, salvo specifiche forme di coordinamento o delega.

Il tema quindi non è tanto la tecnologia utilizzata, quanto la finalità del trattamento e la competenza istituzionale a svolgere determinate attività di controllo.

Uso dei droni e responsabilità del trattamento

Quando i droni sono utilizzati nell’ambito di protocolli di sicurezza integrata tra Comuni e Forze di polizia, emerge anche il tema della titolarità del trattamento dei dati.

In questi casi la soluzione più coerente è quella di titolarità distinte, perché i soggetti coinvolti perseguono finalità giuridicamente diverse: da un lato sicurezza urbana e funzioni amministrative locali, dall’altro ordine pubblico e sicurezza pubblica.

La semplice condivisione tecnica delle immagini o dei flussi video non comporta automaticamente una contitolarità del trattamento.

FAQ rapide

  • La Polizia Locale può usare i droni per attività di sicurezza pubblica?
    In linea generale no. L’uso dei droni per finalità di ordine pubblico e sicurezza pubblica rientra nelle competenze delle Forze di polizia statali, salvo specifiche forme di collaborazione o delega.
  • Per quali attività i Comuni possono utilizzare i droni?
    Principalmente per attività amministrative e tecniche, come rilievi di incidenti, controlli ambientali, sopralluoghi edilizi e monitoraggio del territorio.
  • La DPIA è sempre necessaria per l’uso dei droni?
    Nella maggior parte dei casi sì, perché l’utilizzo del drone comporta spesso il monitoraggio sistematico di aree accessibili al pubblico.
  • Le immagini termiche sono escluse dal GDPR?
    Non necessariamente. Anche dati apparentemente anonimizzati possono costituire dati personali se consentono l’identificazione diretta o indiretta delle persone.
  • Un drone può riprendere abitazioni o spazi privati?
    No. Le operazioni non devono essere progettate per acquisire immagini di luoghi di vita privata, perché questo può integrare il reato di interferenze illecite nella vita privata.

Cordiali saluti

Team iSimply