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La videosorveglianza è preziosa per la tutela del patrimonio, ma attenzione alla privacy di chi viene ripreso
Fonte: Garante per la protezione dei dati personali

Gli impianti di videosorveglianza sono uno strumento prezioso per la tutela del patrimonio, perché possono avere un impatto significativo nel contrastare gli episodi di furto e vandalismo.

E' però necessario prevedere e gestire adeguatamente le possibili ricadute che tali impianti possono avere nei confronti della privacy delle persone che vengono riprese.

Proprio su questo tema il Garante è recentemente intervenuto sanzionando l'Università degli Studi di Napoli Federico II (ordinanza 90/2021), ancora una volta a seguito del reclamo di un soggetto interessato, che ha segnalato la presenza di un cospicuo numero di telecamere che riprendevano sia le aree esterne sia gli spazi interni dell'edificio, compresi quindi i luoghi dove vengono svolte le attività lavorative dal personale dell'ente, gli ingressi dei servizi igienici e i distributori automatici.

E tutto ciò in assenza di uno specifico accordo sindacale, siglato soltanto dopo la presentazione del reclamo, o di un provvedimento autorizzativo da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

Anche l'informativa completa sul trattamento dei dati personali era stata resa disponibile agli interessati sul sito web dell’Ateneo solo in un momento successivo rispetto all'attivazione dell'impianto, mentre le informazioni fornite mediante cartellonistica sui luoghi oggetto di videosorveglianza erano carenti rispetto agli elementi richiesti dall’art. 13 del Regolamento UE 2016/679.

Per questi motivi il Garante ha ritenuto illecita la condotta tenuta dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e ha quindi comminato all'ente una sanzione amministrativa di 10.000 euro.

 

Ordinanza di ingiunzione