Domande entro il 24 agosto, ma il progetto deve nascere a norma privacy
C’è tempo fino al 24 agosto 2026 per chiedere i contributi statali destinati ai nuovi impianti di videosorveglianza urbana.
Lo prevede il decreto del Ministero dell’Interno del 22 aprile 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2026, che mette a disposizione 19 milioni di euro e definisce modalità di domanda e criteri di riparto. Per molti Comuni è un’occasione attesa da tempo; proprio per questo conviene muoversi subito e muoversi bene, perché la domanda richiede una progettazione seria e l’impianto, una volta acceso, dovrà reggere anche alla prova del GDPR.
Possono presentare domanda i Comuni, le loro unioni e le altre forme associative che abbiano sottoscritto con la Prefettura un Patto per la sicurezza urbana, nel quadro del decreto-legge n. 14/2017, individuando la videosorveglianza tra gli obiettivi prioritari. Il contributo statale copre nuovi impianti e non può superare i 250 mila euro per progetto; non sono finanziabili la semplice sostituzione o la manutenzione di impianti esistenti, e sono esclusi gli enti già beneficiari nelle tre precedenti procedure. La domanda va presentata alla Prefettura territorialmente competente entro il 24 agosto 2026, corredata dal progetto e dall’indicazione del cofinanziamento comunale.
La selezione avviene per graduatoria. Pesano l’indice di delittuosità del territorio, la popolazione residente e la quota di cofinanziamento dell’ente, con premialità per i piccoli Comuni, per le gestioni associate e per gli enti in situazioni particolari come lo scioglimento per infiltrazioni mafiose o il dissesto finanziario. Ne deriva un’indicazione operativa chiara, vale a dire che un progetto ben costruito, cofinanziato e inserito nella programmazione dell’ente ha concrete possibilità di essere finanziato anche in territori di dimensioni contenute.
Il punto che più ci preme sottolineare, per esperienza diretta al fianco dei Comuni, è però un altro. Ottenere il finanziamento non esaurisce i compiti dell’ente, perché le telecamere trattano dati personali e il Garante ha mostrato negli ultimi mesi un’attenzione crescente proprio verso la videosorveglianza comunale. La recente sanzione al Comune di Vasto, di cui abbiamo dato conto su queste pagine, nasce da cartellonistica inidonea, mancato oscuramento dei veicoli non coinvolti e valutazione d’impatto arrivata in ritardo; in altri casi le misure correttive sono arrivate fino al divieto di trattamento, con impianti di fatto inutilizzabili. Un progetto che ignora questi profili rischia quindi di trasformare il contributo in un problema, perché un impianto non conforme può essere fermato, sanzionato e persino generare responsabilità erariale a carico dei funzionari.
La strada corretta è integrare la conformità privacy dentro il progetto che si candida al finanziamento. Significa svolgere la valutazione d’impatto prima dell’attivazione, definire finalità e base giuridica del sistema, dimensionare campo visivo e tempi di conservazione sul necessario, predisporre cartellonistica e informative complete, regolare gli accessi alle immagini e i rapporti con la Polizia locale, aggiornare il registro dei trattamenti e coinvolgere il DPO fin dalla stesura. Chi parte adesso ha il tempo di fare entrambe le cose, la domanda entro il 24 agosto e il progetto a norma; il nostro team è a disposizione dei Comuni per accompagnarli in entrambi i passaggi.
Tabella 1 – Il decreto in sintesi
| Elemento | Contenuto |
| Fonte normativa | Decreto Ministero dell’Interno 22 aprile 2026, GU Serie Generale n. 120 del 26 maggio 2026 |
| Dotazione | 19 milioni di euro (annualità 2025) |
| Beneficiari | Comuni, unioni, consorzi e associazioni di Comuni |
| Requisito di accesso | Patto per la sicurezza urbana sottoscritto con la Prefettura, con videosorveglianza tra gli obiettivi prioritari |
| Tetto del contributo | 250.000 euro per singolo progetto |
| Esclusioni | Sostituzione o manutenzione di impianti esistenti; enti già finanziati nelle tre precedenti procedure |
| Criteri di graduatoria | Indice di delittuosità, popolazione residente, cofinanziamento dell’ente; premialità per piccoli Comuni e gestioni associate |
| Termine e destinatario | Domanda alla Prefettura territorialmente competente entro il 24 agosto 2026 |
| Fonte | Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 maggio 2026 (atto 26A02518); comunicati delle Prefetture-UTG |
Tabella 2 – Checklist operativa per il Comune
| Cosa fare subito | Perché |
| Verificare l’esistenza e l’attualità del Patto per la sicurezza urbana | È il requisito di accesso al finanziamento; se manca va sottoscritto con la Prefettura |
| Predisporre il progetto tecnico con quadro economico e cofinanziamento | Il cofinanziamento locale attribuisce punteggio in graduatoria |
| Svolgere la valutazione d’impatto (DPIA) prima dell’attivazione | La DPIA tardiva è tra le violazioni contestate dal Garante ai Comuni |
| Aggiornare informative, cartellonistica e tempi di conservazione | La cartellonistica inidonea è stata sanzionata anche di recente |
| Regolare accessi alle immagini, ruoli e rapporti con la Polizia locale | Riduce il rischio di accessi illegittimi e di contestazioni |
| Presentare la domanda alla Prefettura entro il 24 agosto 2026 | Termine della procedura; oltre questa data il contributo non è più richiedibile |
| Fonte | Decreto Ministero dell’Interno 22 aprile 2026; provvedimenti del Garante in materia di videosorveglianza comunale |
Enrico Capirone – Presidente iSimply srl, DPO
Fonte: Gazzetta Ufficiale, decreto Ministero dell’Interno 22 aprile 2026 (26A02518)
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