Attenzione alle prescrizioni del Garante Privacy
Con questa newsletter vogliamo richiamare l’attenzione dei Comuni che utilizzano sistemi di videosorveglianza per finalità di sicurezza urbana.
Le telecamere sono uno strumento utile, ma richiedono regole chiare e una gestione corretta, perché comportano il trattamento di dati personali.
Negli ultimi mesi il Garante Privacy è tornato più volte sul tema, intervenendo su diversi Comuni anche con sanzioni. Due provvedimenti recenti, Curtarolo (23 ottobre 2025, doc. web 10196164) e Orte (13 novembre 2025, doc. web 10198694), confermano un approccio più rigoroso e offrono indicazioni molto concrete su cosa controllare prima di attivare o rinnovare un impianto. Se vi interessa approfondire, abbiamo riassunto i punti principali e le indicazioni operative in questo articolo:
https://www.isimply.it/videosorveglianza-sicurezza-urbana-cosa-cambia/
Checklist rapida per il Comune
Prima di attivare o rinnovare l’impianto, verificate di avere:
- finalità chiare e una base giuridica corretta;
- Patto per la sicurezza urbana presente e aggiornato, riferito a situazioni e aree concrete;
- cartelli sul posto e informativa completa facilmente reperibile;
- ruoli e accessi definiti, con nomine e regole per chi può vedere le immagini, inclusi eventuali fornitori;
- tempi di conservazione impostati realmente nel sistema, per la sicurezza urbana entro 7 giorni salvo eccezioni motivate;
- DPIA già redatta prima dell’attivazione, coerente con finalità, perimetro e misure di sicurezza.
Perché è importante
Dai casi esaminati dal Garante emerge un messaggio molto chiaro. Non basta definire un impianto “di sicurezza urbana”. Devono essere coerenti il Patto, le finalità effettive, la configurazione tecnica e la documentazione a supporto. I rilievi più ricorrenti riguardano patti troppo generici, finalità diverse accorpate sotto l’etichetta “sicurezza”, informative e cartellonistica non allineate a come l’impianto funziona davvero, accessi troppo ampi o non tracciati, tempi di conservazione non rispettati e DPIA predisposte tardi o solo formalmente.
È stato inoltre chiarito un punto spesso sottovalutato. Anche se ci sono indicazioni o sollecitazioni operative delle Forze di Polizia, l’impianto non può reggersi solo su quelle. Per la sicurezza urbana servono comunque i presupposti corretti, a partire da un Patto per la sicurezza urbana presente, aggiornato e riferito alle aree interessate, oltre a regole chiare su accessi, conservazione e gestione del sistema. In altre parole, una richiesta operativa non rende automaticamente legittimo e stabile nel tempo un impianto di videosorveglianza.
Siamo a vostra disposizione per una verifica rapida dell’impianto e della documentazione, così da ridurre il rischio di prescrizioni, sanzioni o blocchi.
Cordiali saluti,
Lo Staff di iSimply
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